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Un giorno senza un sorriso
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(C.Chaplin)


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J-J. Rousseau
(1712-1778)



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La mietitura (Van Gogh 1888)


I Mangiatori di Patate (VanGogh1885)




26 settembre 1944



 


28 luglio 2005

REMEMBER

STASERA

 

Balaustrata di brezza
per appoggiare stasera
la mia malinconia

G. Ungaretti




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26 luglio 2005

IL PROFESSORE CHIEDE IL VOTO

In attesa che vengano risolti i problemi tecnico-organizzativi che hanno portato alla costruzione di questo spazio dedicato al dibattito sulle primarie, ma non solo, oggi mi dedico ad una riflessione conclusiva sulla proposta di dito: UNA DONNA PER LE PRIMARIE. Una proposta ambiziosa, controcorrente e innovativa, e per questo difficilmente realizzabile allo stato dei fatti.

 

Per questo sono stata inizialmente contraria e ne ho motivato le ragioni. Tuttavia ho cercato di seguire il dibattito all’interno della federazione (e anche fuori) con lo spirito di cambiare idea se qualche valida argomentazione avesse fatto vacillare le mie convinzioni. Ma non è accaduto. L’accorato appello del suo promotore sembra svanito nell’etere, ho avuto l’impressione che a questa specifica proposta non ci creda proprio nessuno o per meglio dire, ormai i giochi sembrano fatti, anche e purtroppo senza sentire l’opinione della gente.

 

Come mai nessuna donna si è candidata a premier? Escludo categoricamente che si tratti di una questione di discriminazione da parte dei vertici del centrosinistra; d’altro canto nemmeno dalle discussioni all’interno della federazione emerge la volontà partecipata di sostenere un candidato donna per le primarie. Questione di mancanza di leadership? Di capacità, di competenza, di autorevolezza? Questione di faccia(ta)? O alle donne invece si chiede di dimostrare molto di più? Non c’è una sola motivazione che spieghi ciò. Ma una certezza, quella c’è: nella due giorni di Perugia, tra 25 esponenti politici impegnati a discutere della carta dei principi e delle linee generali del programma, solo 2 erano donne.  E’ un segnale chiaro e inequivocabile. Per ora, ma solo per ora, accantono i sogni e mi concentro sull’obiettivo primario, far vincere le elezioni al centosinistra.

 

E intanto il professore parte alla grande….

 

Roma, 26 lug. (Adnkronos) - Il 'professore' chiede il voto per radio: 10 spot al giorno su due emittenti radiofoniche nazionali, Radio 24 e Radio Cuore, e su una miriade di radio locali, a copertura di tutto il territorio nazionale, per un totale di 100 'lanci' per ogni radio. E' la 'campagna' (avviata il 15 luglio scorso e che si concludera' venerdi' 29) di Romano Prodi per le primarie del 15 e 16 ottobre prossimi, anche se il messaggio del leader dell'Unione e' di più ampio respiro rispetto alla consultazione interna al centrosinistra per la leadership.

 

…e l’ha dovuto fare nel momento peggiore.

 

L’atrocità degli eventi ad opera dei terroristi islamici ha preso il sopravvento; i nostri pensieri e le nostre abitudini quotidiane sono costellati di paure e interrogativi: la prendo la metro? Vado alla stazione o me ne sto a casa? Cambio la meta di vacanza? Ci andrò allo stadio? E a quel concerto?

Come si può, dunque, in questo clima di terrore globale, parlare di questioni di potere, di elezioni politiche, di primarie, di questa povera Italietta attaccata al carro di coloro che praticano la legge dell’occhio per occhio dente per dente?

Si può. Si deve. Si deve se vogliamo che la democrazia e la partecipazione politica siano il motore che guida le azioni di coloro che vogliamo scegliere per governare una società civile. Si deve, anche se emotivamente in questi giorni pensiamo solo a sopravvivere.

 




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25 luglio 2005

PROMEMORIA N. 3 - 25/7/2005

Il mio promemoria per questa settimana (che dico: per sempre!):

 

Disapprovo ciò che dici, ma difenderò sino alla morte il tuo diritto di dirlo”

 

Questa celeberrima frase, attribuita a Voltaire (pseudonimo di François-Marie Arouet 1694-1778), filosofo, storico, politico, poeta e romanziere, figura di punta dell'Illuminismo francese e di tutto il XVIII secolo, sembra proprio uscita dal suo “Trattato sulla Tolleranza” (1763)

Ma non è così. Eppure Voltaire, grande libertino come tutti i francesi dell’epoca, è stato un uomo che ha improntato la sua vita sulla libertà di pensiero e di espressione, che ha pagato con il carcere la sua irriverenza in versi satirici contro Filippo d’Orléans la prima volta, e la seconda,  a causa di uno screzio con il potente cavaliere di Rohan per averlo offeso con una delle sue argute battute, per nulla gradite. E’ il Voltaire che ha condannato ogni fanatismo e intolleranza, sempre in polemica contro il dogmatismo filosofico o religioso. E’ quindi del tutto verosimile che la celeberrima frase sia stata scritta o detta da lui. Ma nel suo Trattato sulla Tolleranza o nelle altre sue opere non vi è proprio alcuna traccia.

Così scopro su wikypedia che la frase è stata inventata dalla sua biografa, Evelyn Beatrice Hall – che scriveva sotto lo pseudonimo di Stephen G. Tallentry – nella sua biografia “The friends of Voltaire (Gli amici di Voltaire – 1906). Il motivo: riassume e simboleggia il pensiero stesso di Voltaire. Ma perché allora attribuirla a lui? Perché non dire la verità?




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24 luglio 2005

INVERTIAMO LA ROTTA

Il terrorismo di matrice islamica semina ancora morte nel mondo. Gli attentati di Londra e Sharm el-Sheik hanno superato la soglia di accettazione del dolore, troppe le vittime innocenti colpite, persone normali, come me, come tutti. Ieri è stato il turno dell’Egitto, uno di quei paesi arabi moderati che convive pacificamente con popoli, culture e religioni diverse. Un bel modello di integrazione che è stato preso di mira proprio il giorno della celebrazione del  53° anniversario della Rivoluzione del 23 luglio 1952, quando il gruppo di ufficiali liberi guidati da Gamal Abdel Nasser rovesciò il regime monarchico di re Faruq e aprì la strada alla Repubblica Araba d'Egitto.

Adesso basta. E’ ora di dire basta, è ora di sancire con atti concreti la condanna ferma e totale contro questo terrorismo, contro i mandanti e contro gli esecutori. Nessuna pietà. Nessuna comprensione. Nessun alibi. Non si può accettare alcuna giustificazione. E’ ora di agire, di ribellarsi. Non mi importa più capire le ragioni, le cause, le motivazioni, attribuire le colpe e le responsabilità. Voglio che si smetta. Non mi interessano le discussioni su chi ha iniziato per primo. Si sa che violenza chiama violenza, guerra chiama guerra. Invertiamo la rotta e ricominciamo daccapo senza commettere l’errore di cadere nella trappola dello scontro religioso o della guerra di civiltà. Usiamo meglio gli strumenti di intelligence e di coordinamento tra i governi dei diversi paesi, tracciamo e seguiamo i flussi finanziari con cui vengono alimentate le cellule terroristiche, promuoviamo la democrazia con gli strumenti della democrazia, usiamo bene la politica nazionale e internazionale per legiferare e applicare efficaci misure di prevenzione e controllo e nel rispetto dei diritti umani. Basta con il terrorismo e basta con le parole di sdegno e condanna. Servono i fatti. Invertiamo la rotta e cominciamo a ritirare le truppe in Iraq. Non è una sconfitta, non lo è mai quando i propri errori aiutano a capire la direzione da prendere. E’ una prima risposta concreta contro il terrorismo, è quel cambiamento che abilita la via di uscita.




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23 luglio 2005

UNIONE - LA CARTA DEI PRINCIPI

Si è conclusa ieri con un sostanziale positivo avvio la due giorni di Perugia sul programma dell’Unione che ha impegnato 25 esponenti politici dei nove partiti della coalizione del centro sinistra.

In realtà non si è discusso del programma in senso stretto ma si sono poste le basi per la condivisione dei principi generali su cui poggerà il programma stesso. Una sorta di linee guida, di vision generale, di direzione da seguire, insomma la carta di identità dell’unione. Ma che si saranno detti? Occorrerà aspettare il documento la cui bozza sarà pronta prima delle primarie. Come interpretare questo ritardo? E’ evidente che la strada della discussione, del confronto, della sottoscrizione corale, appare piuttosto lunga. In apparenza tutto bene, nella sostanza non ci è dato ancora sapere se vi siano distanze insanabili tra le diverse posizioni all’interno della coalizione stessa. 

Nella due giorni si è discusso di :

-         Costituzione

-         europa

-         pace

-         scuola

-         sviluppo

-         immigrazione

-         sicurezza

-         legalità

-         ambiente

-         solidarietà

C’è da pensare che siano questi i titoli della carta dei principi. Ma ci si aspettava di meglio che un mero e generico elenco della spesa. Misera è invece l’affermazione del professore a proposito di economia: “Bisogna garantire il rilancio senza il quale il risanamento non è possibile” Suona tanto di ovvietà, e ormai sa di stantio.
Riguardo al terrorismo invece parole di circostanza: “Oggi la nostra preoccupazione è ancora più forte” occorre “essere tutti uniti contro il terrorismo per usare strumenti condivisi”.
Pazienza, aspetteremo ancora fiduciosi che ci illuminino con le loro proposte. Per ora il messaggio che lanciano ai cittadini è quello di affermare una convergenza sulle linee di un programma di governo. Staremo a vedere.




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20 luglio 2005

COSA NE PENSANO LORO (ANCORA SULLE PRIMARIE)

Fausto Bertinotti:

Chi dice no alle primarie tradisce l'Unione” “Molta gente voterà e questa partecipazione di massa risolverà tutti i dubbi. E sarà una prova straordinaria di democrazia, decisiva per superare la rischiosa separazione che si sta producendo nel paese tra il popolo e le classi dirigenti. Con le ragioni del popolo che sono assolutamente soverchiate.” “Mi candido per parlare la lingua della sinistra”. “Le primarie hanno come obiettivo l'indicazione del candidato. Cosa diversa sarà la definizione del programma. Per questo abbiamo fissato un'assemblea per metà dicembre. Due momenti distinti, dunque: non fosse altro perché  la fase di definizione del programma deve coinvolgere anche forze diverse dai candidati: penso ai movimenti, alle associazioni, alle realtà politiche, sociali e sindacali”.

 

Massimo D'Alema:

"Sono una cosa utile". “Vorrei che votassero a milioni” “Non avvertiamo l'esigenza di essere rappresentati. I nostri elettori capiscono perchè sosteniamo Prodi. E' lui il nostro candidato, quindi non è vero che i Ds non hanno un loro rappresentante. Abbiamo liberamente scelto di sostenere la sua candidatura. Le primarie non sono un concorso di bellezza; a me interessa vincere le politiche, non mettermi in mostra".

 

Oliviero Diliberto:

"Sono una bizzarria, ma Prodi le vuole"

 

Antonio Di Pietro

“Le primarie andrebbero fatte non sul candidato (“ce l’abbiamo già, è Prodi”), ma sul programma: scuola pubblica, pacifismo, lotta all’evasione fiscale, abrogazione della legge schifani, della Cirami e delle norme sul falso in bilancio. Poi decide di correre. “Chiederemo che tutti i candidati abbiano da subito pari opportunità nell'accesso ai mezzi d'informazione; par condicio nell'uso e nella distribuzione degli strumenti finanziari a disposizione dell'Unione; ed infine garanzia di assoluta trasparenza e correttezza nelle fasi di  voto e spoglio a tutela, innanzi tutto, dei cittadini e degli elettori di centrosinistra che si recheranno a votare ed anche per la credibilità stessa delle primarie.”.

 

Piero Fassino:

"E' evidente che una coalizione che vuole governare deve mettere avanti a tutto l'Italia e gli italiani". “Non prevarrà Bertinotti, questo rischio non c’è. Non abbiamo paura della democrazia”.

 

Clemente Mastella:

"Alla direzione del partito proporrò di non partecipare alle primarie”. Poi ci ripensa. “Siamo preoccupati che l'area di centro non sia ben presidiata. Noi riteniamo che ci sia bisogno di una fetta moderata per vincere le elezioni". “Resto più convinto della opportunità di candidarmi alle primarie di ottobre e della decisione di presentarci da soli, alla Camera, nella quota proporzionale”.

 

Alfonso Pecoraro Scanio

"Se per presentare i programmi c'è bisogno di metterci delle facce, io ci metto anche la mia, ma resta che la cosa importante sono i programmi e non i contrasti e i personalismi".

 

Romano Prodi:

“Anche un altro leader con lo stesso disegno politico”. “Non posso accettare di regnare senza governare. La leadership deve avere la forza di governare, sennò di fronte al paese si fa un inganno".




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18 luglio 2005

PROMEMORIA N. 2 - 18 LUGLIO 2005

Mi sa che non studio più lo spagnolo.
Peccato. Mi sarebbe piaciuto...
... nuotare nel suono della sua musica...
... danzare nelle espressioni galiziane, catalane, basche ...
Una lingua che occupa il 3° posto tra le lingua del mondo per numero di parlanti, lingua ufficiale dell'O.N.U. e dei suoi organismi, dell'Unione Europea e di altre istituzioni internazionali

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Mah, forse ci riprovo.





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16 luglio 2005

RIFLESSIONI SULLA FEDERAZIONE DI BLOGGER PER LE PRIMARIE DEL CENTROSINISTRA

Dopo l’entusiasmo iniziale di costituire una federazione di blogger per le primarie sono iniziati i primi ostacoli, del resto prevedibili e inevitabili, su diverse questioni, alcune marginali altre invece più sostanziali.

Contrariamente a quanto si può pensare io credo che questo approccio sia invece l’espressione più autentica della grande confusione che regna nel centrotrattinosinistra, non solo nei vertici ma, purtroppo, anche negli elettori di un paese democratico e civile. Come dire “ogni popolo ha la rappresentanza politica che si merita”. E l’Italia, popolo di poeti santi e navigatori o, se preferite, di spaghetti pizza e canzonette non fa eccezione. E se l’eccezione c’è, non fa altro che confermare la regola.


Ma veniamo al punto. Se da un lato sogghigno alle divisioni del centrodestra, dall’altro mi preoccupano gli equilibrismi forzati della coalizione del centrosinistra. Significa purtroppo una sola cosa: l’unione ancora non c’è.  Le primarie dovrebbero rappresentare l’espressione massima della coalizione: incoronare il leader che rappresenta l’essenza del centrosinistra e la maggioranza dei suoi elettori ed invece il leader acclamato a maggioranza dal popolo non c’è e le primarie sono così diventate il mezzo per sanare e superare i conflitti ai vertici della coalizione stessa.

Non c’è che dire: vera democrazia, vera partecipazione politica! I vertici, in politica, hanno senso di esistere se esiste una base di consenso che li sostiene. Cosi la palla passa a noi.


Ecco perché credo nella minuscola federazione di blogger per le primarie.

Per quanto minuscolo, nella consapevolezza che la politica si fa anche con i numeri,  questo gruppo comincia ad elaborare idee, linee programmatiche, azioni organizzative…..  il tutto per far sentire ai vertici la propria voce.

A mano a mano che i contributi affiorano percepisco il grande sforzo di tempo ed energie che questa avventura richiede. Ed ammiro coloro che con determinazione e costanza mettono a disposizione di questa comunità virtuale le proprie capacità e il proprio tempo per realizzare questo progetto.

Bene o male esiste (migliorabile via via):

-          un documento sulle finalità della federazione

-          alcune linee programmatiche espressione della base del centrosinistra

-          alcune proposte sulla scelta del leader

-          una iniziativa per la scelta di un candidato premier donna

-          un progetto di comunicazione (un sito in costruzione, contatti da avviare con i media) 

-          una discussione aperta nei vari blog per concretizzare e definire le scelte unitarie di questa federazione

E allora qual è il punto? Superare gli ostacoli sulle decisioni, a volte chiare a volte impercettibili, che ci dividono.


Nel nostro piccolo mi piacerebbe confrontarmi per capire se almeno noi riusciamo a trovare i punti in comune necessari per far intraprendere al centrosinistra un cammino politico unitario di governo in caso di vincita alle prossime elezioni, e non solo.

Vorrei proporre l’avvio di una specie di referendum virtuale – da concludersi qualche giorno prima delle primarie di ottobre – con l’obiettivo di pervenire a una scelta condivisa sui seguenti punti:

-          approvazione della volontà di far vincere le elezioni all’unione del centro-sinistra

-          approvazione del documento della federazione

-          approvazione del candidato premier da votare alle primarie

-          approvazione di ogni singola linea programmatica proposta (dalla federazione o dalla coalizione quando ci sarà)

 

Se questa federazione raggiungerà lo scopo esisterà una esperienza concreta e vissuta che farà credere nel bipolarismo e nell’unione come entità politica la cui ragione di esistere non è solo l’essere antiberlusconiana. Vi pare poco? E non intendo con ciò accantonare altri temi profondi quali il significato e il ruolo della sinistra e dei suoi valori storici. Tutt’altro.




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16 luglio 2005

IRAQ - BOZZA PRODI DIVIDE L'UNIONE

COMINCIAMO BENE!!!

Roma, 15 lug. - (Adnkronos) - E' lunga oltre 60 righe la bozza di documento elaborata da Romano Prodi che potrebbe tradursi in una mozione da presentare contestualmente al no al rifinanziamento della missione in Iraq. Un testo, inviato nel pomeriggio dal Professore a tutti i segretari dell'Unione, articolato essenzialmente in due parti. La prima riguardante l'analisi dopo gli attentati di Londra e quindi le misure di contrasto nella lotta al terrorismo.
La seconda parte, invece, centrata sulla presenza italiana in Iraq.
In questa seconda parte del documento, Romano Prodi chiede al governo di impegnarsi in sede europea per promuovere una nuova risoluzione del Consiglio di sicurezza dell'Onu a partire da gennaio 2006. Una risoluzione che si basa su 3 pilastri. Il primo l'istituzione di commissioni di garanzia, il secondo è la promozione di nuove forme di mantenimento delle truppe in Iraq (si parla di un ritiro graduale delle truppe italiane pur mantenendo dei contingenti che si occupino di garanzie e la sicurezza nel Paese e di addestrare tra l'altro le forze irachene) e infine l'ultimo capitolo riguarda la possibilità di coinvolgere forze militari di Paesi che non hanno partecipato alla missione in Iraq.

Il testo, inviato a tutti i leader dell'Unione, ha provocato una profonda spaccatura nelle valutazioni dei partiti. Positiva è infatti la reazione dei partiti dell'ala 'moderata' della coalizione, mentre c'è una netta critica da parte delle forze dell'ala 'radicale'. Per Fausto Bertinotti il documento è ''da respingere al mittente''.

Dallo staff di Prodi, comunque, fanno sapere che il documento non è affatto definitivo né ultimato. Si tratta di una bozza che il Professore ha inviato ai segretari dell'Unione per riceverne una valutazione, suggerimenti e spunti di riflessione. ''Non è un documento - specificano i collaboratori del Professore - ma si tratta di una bozza che non sappiamo nemmeno se verrà tradotta in un vero e proprio documento parlamentare o se resterà un documento politico da parte del centrosinistra''.

...... E SI CONTINUA

Roma, 15 lug. (Adnkronos) Fassino ha strigliato la sinistra radicale in merito al voto sulle missioni italiane nel mondo. ''Ci appare francamente non comprensibile l'atteggiamento di quei settori del centrosinistra che, ancora in questi giorni, hanno votato in Parlamento contro le missioni di pace decise dalle Nazioni Unite e sotto la sua egida operanti, o addirittura umanitarie''.




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16 luglio 2005

PER I BLOGGERS NAPOLETANI....E NON SOLO

Riceviamo e pubblichiamo

Per i bloggers napoletani...e non solo

 

A Napoli alcuni hanno iniziato a mettere bandiere nere alle finestre in segno di lutto per questa citta', destinata a morire civilmente e a veder morire tante altre persone se le autorita' non riconoscono lo stato di emergenza e la necessita' di elaborare un programma di cambiamento radicale. Invito tutti i bloggers napoletani che si troveranno a passare da queste parti a unirsi a questa iniziativa che potrebbe rendere visibile l'indignazione dei cittadini! E invito i non napoletani a far circolare la voce sull'esistenza di questo movimento, postando la notizia sui propri blog e scrivendo ai conoscenti napoletani.




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